martedì 02 luglio 2019
FILO FILÒ
Nell’ambito di La punta della lingua
  • Ancona Mole Vanvitelliana
    Mappa
  • 21:30
  • 071-2072439
  • Teatro
  • di e con Marco Paolini
    assistenza alla regia Silvia Busato
    audiovisivi e luci Michele Mescalchin
    fonica Piero Chinello
    direzione tecnica Marco Busetto
    prodotto da Michela Signori
    produzione JOLEFILM

    “Filo Filò. Una forma magra di teatro, senza scena e senza personaggi, non una storia ma un filo di storie tenuto
    insieme con mestiere (quel che basta) e necessità (quella non manca). Era filò nel Veneto “una veglia contadina
    nelle stalle durante l’inverno ma anche interminabile discorso che serve a far passare del tempo… e niente
    altro”, così diceva Andrea Zanzotto. Un passatempo, non uno spettacolo quindi. Un racconto dialogante nelle intenzioni di chi lo propone oggi a teatro, un invito agli spettatori a far filò insieme.
    La globalizzazione, Internet, l’intelligenza artificiale, la bíoingegneria producono accelerazione e discontinuità
    che danno eccitazione e disorientamento, stupore e nuove abitudini. Le nuove applicazioni hanno bisogno di
    acceleratori, di incubatori di idee. Allora il filò a teatro serve a rallentare il flusso, a unire i puntini del disegno attraverso la forza dell’oralità. L’oralità che fa da bussola, che smaschera i termini difficili (smontandone la forma e i tecnicismi) per renderli narrabili.
    Filo filò dunque.
    Filo di parole per tessere domande utili e cercare la strada per rispondere. Filo da perdere ogni tanto per passatempo, ma da ritrovare per far filò.
    Filo di lana che lega i discorsi per farli diventare storie che passino di bocca in bocca, di sera in sera, anche per non perdere il filo del presente e per provare a costruire un futuro condivisibile come chiedono con forza le
    nuove generazioni agli adulti.
    E non solo per il clima ma anche per l’aria che tira su tutto il resto.
    Nota
    Per chi volesse sapere gli argomenti possibili del filò: si potrebbe parlare di strade romane, dell’algoritmo della
    felicità e della miseria, del ritorno del selvatico e dell’agricoltura di città, della fotografia degli antenati, di bío e
    nano tecnologie, di zia Adenina e zia Timina, del Tamagotchi, di cosa fanno gli hackers, delle macchine
    intelligenti, della casa veccia e della casa nova, del lavoro che conviene fare, del telepass, dello studio che non conviene fare, di quel che vale e di quello che varrà ancora, delle reti, delle bottiglie, di fossili e rinnovabili,
    dell’orologio Wagner e di aggiornamenti, del Papa, e volendo anche di termodinamica e dell’Italia.”
    Marco Paolini
    Il movimento Friday for future, nato e orientato dal pensiero di giovani tra i 14 e i 18 anni, si
    rivolge agli adulti, a chi ha potere e responsabilità ponendo con urgenza domande sul futuro.
    Nei giorni successivi alla prima mobilitazione del 15 marzo 2019 Marco Paolini ha indirizzato una lettera a
    classi di studenti delle superiori. Sotto la guida degli insegnanti gruppi di studenti l’hanno discussa
    rispondendo alla sollecitazione articolando speranze e preoccupazioni sul futuro in forma di domande. È partendo da alcune di quelle domande che si dipana il Filo Filò, senza la presunzione di saper rispondere, ma
    con l’impegno di raccogliere e condividere gli stimoli e di costruire una narrazione che ne tenga conto, con rispetto e attenzione.

    BIGLIETTI

    posto unico numerato a € 20,00

    INFO, PREVENDITE E PRENOTAZIONI
    AMAT 071 2072439 | www.amatmarche.net | www.vivaticket.it