Io sono Cultura 2021 | Il report

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È disponibile al download il report Io sono Cultura 2021.

Il rapporto quest’anno, arrivato all’undicesima edizione, è realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne SRL insieme a Regione Marche e Credito Sportivo ed è stato presentato con il ministro della Cultura, Dario Franceschini, il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, il Presidente Unioncamere, Andrea Prete, il direttore della Fondazione Symbola, Domenico Sturabotti con i saluti dell’Assessore alla Cultura Regione Marche, Giorgia Latini. Ha moderato i lavori Paola Pierotti architetto, giornalista PPAN.
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L’Italia, partita da un dopoguerra disastroso è diventata una delle principali potenze economiche. Per spiegare questo miracolo, nessuno può citare la superiorità della scienza e dell’ingegneria italiana, né la qualità del management industriale, né tantomeno l’efficacia della gestione amministrativa e politica, né infine la disciplina e la collaboratività dei sindacati e delle organizzazioni industriali. La ragione vera è che l’Italia ha incorporato nei suoi prodotti una componente essenziale di cultura e che città come Milano, Firenze, Venezia, Roma, Napoli e Palermo, pur avendo infrastrutture molto carenti, possono vantare nel loro standard di vita una maggiore quantità di bellezza.
Molto più che l’indice economico del PIL, nel futuro il livello estetico diventerà sempre più decisivo per indicare il progresso della società

John Kenneth Galbraith 1983


Prima della seconda guerra mondiale, l’Italia era un Paese poco sviluppato, con un’economia prevalentemente agricola e un analfabetismo diffuso, tuttavia, uscita distrutta dai bombardamenti, in pochi anni riuscì a risollevarsi diventando una delle principali potenze mondiali. Cosa permise questo “miracolo”? Per John Kenneth Galbraith, influente economista statunitense, collaboratore di John Fitzgerald Kennedy e Lindon B. Jhonson, la soluzione era da trovarsi nella capacità tutta italiana di trasmettere cultura e bellezza nelle produzioni, capacità che le imprese italiane seppero utilizzare in uno dei periodi di maggiore sviluppo economico della storia per intensità, durata e ampiezza.
Anche oggi, ad un anno e mezzo dall’inizio della pandemia e in piena fase di ricostruzione e ripartenza, la cultura e la bellezza possono tornare ad avere un ruolo nella ripresa economica e sociale italiana. Non solo perché i numeri dell’ultimo decennio dimostrano che sono fonte significativa di posti di lavoro e ricchezza diretta, ma anche per la loro capacità di generare innovazione per l’intera economia rendendo prodotti e settori più competitivi: risiede anche qui la forza del Made in Italy.


Indice dei contenuti

  1. Premessa

  2. INDUSTRIE CULTURALI E CREATIVE NEL MONDO
    1.1. Pandemia e filiera delle industrie culturali e creative: uno sguardo internazionale
    1.2 Cultura, creatività e inclusione: l’impatto della pandemia e da dove ripartire per una nuova Europa
    1.3 Cultura della sostenibilità e sostenibilità della cultura: un binomio che conviene all’intero pianeta
    1.4 Welfare culturale, che passione
    1.5 Il digitale a supporto della filiera. Sottopressione: criticità e innovazioni
    1.6 “E tornare a viaggiare”, tra paure, cautele e sperimentazioni
    1.7 Diritto d’autore: incontri ravvicinati tra cultura e blockchain

  3. I NUMERI DELLE INDUSTRIE CULTURALI E CREATIVI IN ITALIA
    2.1. L’impostazione metodologica del rapporto “Io Sono Cultura”
    2.2 Sistema Produttivo Culturale e Creativo: valore aggiunto e occupazione
    2.3 Il ruolo della cultura nelle economie territoriali
    2.4 Il moltiplicatore culturale e creativo
    2.5 La struttura imprenditoriale del Sistema Produttivo Culturale e Creativo
    2.6 Le professioni culturali e creative

  4. GEOGRAFIE DELLA PRODUZIONE CULTURALE ITALIANA
    3.1 Design: ripresa, resilienza e nuove sfide del progetto
    3.2 Quando l’architettura sposta il suo focus dal contenitore al contenuto
    3.3 Comunicare in pandemia: quando la difficoltà produce innovazione
    3.4 Cinema post-Covid-19: lo sguardo rivolto al futuro
    3.4.1 L’animazione resistente… al Covid-19
    3.4.2 La radio come piattaforma per ascoltatori sempre più smart
    3.4.3 La televisione e i suoi “vaccini”
    3.5 L’industria culturale dei videogiochi
    3.6 I libri resistono e si fanno sentire
    3.7 Pandemia e musica in Italia: vecchie criticità, nuove consapevolezze e possibili trasformazioni
    3.8 Processi di valorizzazione e governance del patrimonio culturale
    3.9 Le performing arts verso la ripresa
    3.9.1 L’Opera ad un anno dello scoppio della pandemia: missione impossibile?
    3.10 L’arte contemporanea tra pandemia e Recovery Plan
    3.11 I modi della creatività per l’innovazione e la competitività

Contributo Regione Marche


Hanno partecipato alla realizzazione del report:

Mercedes Giovinazzo Marín
Interarts

Massimiliano Smeriglio
Europarlamentare

Patrizia Braga
Co-fondatrice Melting Pro

Laura Greco
Presidente A Sud

Catterina Seia
CCW - Cultural Welfare Center

Michele Trimarchi
Tools for Culture

Valeria Morea
Tools for Culture

Luca Dal Pozzolo
Responsabile Ricerca e Consulenza Fondazione Fitzcarraldo

Stefania Ercolani
Consigliere SIAE per i rapporti internazionali

Francesca Molteni
Muse Factory of Projects

Paola Pierotti
Architetto e giornalista

Bruno Zambardino
ILC - DG Cinema e Audiovisivo MIBACT

Giulia Elena Berni
Esperta di economia dell’audiovisivo

Amabile Stifano
Professore e autore televisivo

Claudio Astorri
Consulente radiofonico e Professore presso l’Università Cattolica di Milano

Mario Bellina
Autore e sceneggiatore di programmi per ragazzi e serie animate

Marco Accordi Rickards
Direttore, Fondazione VIGAMUS | Advisory Board, devcom

Micaela Romanini
Vice Direttore, Fondazione VIGAMUS | Event Director, Gamerome | Fondatrice, Women in Games Italia

Paolo Marcesini
Memo Grandi Magazzini Culturali

Giovanna Segre
Università di Torino

Alessio Re
Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura

Massimiliano Tonelli
Direttore Artribune

Marco Enrico Giacomelli
Direttore Responsabile Artribune Magazine

Antonio Taormina
Università di Bologna

Barbara Minghetti
Direttrice artistica Macerata Opera Festival

Francesco Zurlo
Preside vicario Scuola del Design Politecnico di Milano

Annalisa Cicerchia
Docente Management delle imprese creative, Università di Roma Tor Vergata

Valentina Aversano
Esperta in comunicazione digitale

Adriano Bizzoco
Italian Interactive Digital Entertainment Association

Thalita Malago
Italian Interactive Digital Entertainment Association

Chiara Colli
Edizioni Zero

Federica Colombo
Dipartimento Design Politecnico di Milano

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