Tutte le news di Amici della Musica

  • VADIM REPIN, violino

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    Un concerto straordinario fuori abbonamento conclude la centesima stagione concertistica Amici della Musica “Guido Michelli”, e viene realizzato grazie alla proficua e lunga collaborazione con FORM-Orchestra Regionale delle Marche e Università Politecnica delle Marche: Vadim Repin, uno dei maggiori violinisti viventi, in concerto il 28 aprile al Teatro delle Muse, alle ore 20,30, con Alessandro Cervo, primo violino concertatore, FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana.
  • JOHANNES PASSION - la Passione secondo Giovanni di J. S. Bach

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  • QUARTETTO WERTHER

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    Domenica 27 marzo alle ore 18 al Teatro Sperimentale penultimo concerto della centesima stagione Amici della Musica “Guido Michelli”: il Quartetto Werther, archi e pianoforte, ci offrirà un bellissimo e inusuale programma, con i Quartetti con pianoforte di William Walton, Aaron Copland e Felix Mendelssohn-Bartholdy (n. 3 op. 3). Il Quartetto Werther, composto da Misia Iannoni Sebastianini, violino, Martina Santarone, viola, Vladimir Bogdanovic, violoncello, Antonino Fiumara, pianoforte, è una delle più giovani e promettenti realtà nel panorama cameristico italiano e internazionale: vincitore del XXXIX Premio “Abbiati” e del Premio “Farulli” 2020, ha già all’attivo numerosi concerti e collaborazioni con importanti Festival ed associazioni concertistiche. Fondato a Roma nel 2016, si è formato alla Scuola di Musica di Fiesole e al Conservatorio “A. Boito” di Parma nella scuola cameristica del Trio di Parma e di Pierpaolo Maurizzi. Membro del circuito de Le Dimore del Quartetto, è attualmente allievo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. I suoi componenti sono tutti molto giovani con curriculum degni di nota: Misia Iannoni Sebastianini, classe 1997, è vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali tra i quali Luigi Nono, Annarosa Taddei, Dinu Lipatti, Premio Crescendo, grazie ai quali si è esibita più volte da solista con orchestra. Risulta finalista al Concorso Violinistico Internazionale "Andrea Postacchini” di Fermo; Martina Santarone, nata nel 1996, è vincitrice del Premio Geminiani 2019, si è perfezionata presso l’Accademia Stauffer di Cremona e l’Accademia Chigiana di Siena con il M° Bruno Giuranna. Deve la sua formazione al M° Luca Sanzò con cui intraprende lo studio della viola presso il Conservatorio "S. Cecilia" a Roma, dove si è diplomata con il massimo dei voti e la lode. Ha partecipato a masterclass con Tabea Zimmermann e Patrick Jüdt; Vladimir Bogdanovic, nato a Bor (Serbia) il 1992, inizia lo studio del violoncello a 9 anni al collegio musicale Škola za muzičke talente – Ćuprija, dove segue anche lezioni di contrabasso. Dopo gli studi accademici a Novi Sad, con Imre Kalman e Marko Miletić, continua il suo precorso a Mozarteum di Salisburgo, nella classe di Enrico Bronzi. Attualmente segue l’ultimo anno degli studi di alta formazione presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Giovanni Sollima; Antonino Fiumara, classe 1993, vincitore del Premio Abbado 2015, medaglia di bronzo al Premio Venezia 2012 e semifinalista rientrando tra i migliori 6 candidati della 24esima edizione del Concorso Pianistico Internazionale “Rina Sala Gallo” di Monza, è stato artista in residenza della Società dei Concerti di Milano per la stagione 2018/2019 durante la quale ha debuttato presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano.
  • Io de canzoni ne so ‘n sacco - 
I canti della tradizione contadina marchigiana - ORCHESTRA POPOLARE ITALIANA e CORPO DI BALLO DELL’ORCHESTRA POPOLARE ITALIANA - AMBROGIO SPARAGNA direttore

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    Non solo un concerto ma anche uno spettacolo coinvolgente e divertente (e di questi tempi non guasta), quello proposto per la centesima stagione dagli Amici della Musica Guido Michelli, domenica 13 marzo, al Teatro delle Muse (solo settore platea) alle ore 18: la vitalità della musica popolare marchigiana tradotta al tempo presente dall’Orchestra Popolare Italiana con il corpo di ballo dell’Orchestra Popolare Italiana, diretti da Ambrogio Sparagna, anche all’organetto, in “Io de canzoni ne so ‘n sacco” - I canti della tradizione contadina marchigiana. Un vero tuffo nella nostra storia musicale quello proposto da Ambrogio Sparagna, uno dei più importanti musicisti della musica popolare europea con all’attivo numerosi progetti realizzati in collaborazione con importanti e prestigiose istituzioni, concertistiche e non, nazionali ed internazionali e con artisti italiani e solisti da tutto il mondo. Il concerto anconetano è un suo progetto originale che racconta anche della frequentazione dello stesso Sparagna con la nostra regione, e in particolare con Recanati. Come scrive egli stesso nella presentazione “ Ho cominciato a frequentare le terre marchigiane sin dalla metà degli anni Settanta, quando la mia passione per l’organetto mi condusse a Recanati dalla famiglia Castagnari. Fu un incontro straordinario. Mario, Bruno, Giacomo e tutti gli altri “organettai” della famiglia mi accolsero nel loro fantastico laboratorio con un entusiasmo che ancora mi commuove. Con loro e insieme a tanti musicisti e cantori tradizionali ho scoperto, con il trascorrere del tempo, la ricchezza musicale di questa regione, che da allora mi è diventata terra familiare. (…). Più mi addentravo nel cuore di questa terra, più mi colpiva la varietà delle lingue dialettali della poesia popolare locale: un “corpus” ricco ed omogeneo di grande intensità”. Allievo del noto antropologo e etnomusicologo Diego Carpitella con cui realizza numerose campagne di rilevamento sulle tradizioni musicali dell'Italia centrale e meridionale, Sparagna dà vita alla prima scuola di musica popolare in Italia e fonda nel 1984 la "Bosio Big Band", un originale ensemble di organetti con il quale realizza numerose produzioni discografiche e di teatromusica. E’ poi Maestro concertatore del Festival La Notte della Taranta dirigendo una grande orchestra di 60 elementi composta da strumenti popolari e realizzando molti concerti, dalla Puglia alla Cina. Ambrogio Sparagna ha avuto modo di collaborare con numerosi e qualificati artisti della scena musicale tra i quali Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Angelo Branduardi, Peppe Servillo, Teresa De Sio, Nino D’Angelo, Simone Cristicchi, Ron, Giovanni Lindo Ferretti e molti altri. Dal 2007 è fondatore e direttore dell’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, un grande gruppo strumentale stabile composto prevalentemente da giovani musicisti provenienti da tutte le regioni della Penisola, allo scopo di promuovere e valorizzare il repertorio della musica popolare italiana: l'organico è caratterizzato dalla presenza di strumenti musicali tipici della tradizione popolare italiana quali zampogne, ciaramelle, organetti, tamburelli, mandolini, violini, chitarre battenti, ghironde, lire, arpicelle, conchiglie e tanti altri strumenti “minori” che caratterizzano il grande repertorio etnomusicale nazionale.
  • SONATORI DELLA GIOIOSA MARCA

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    “Follie all’italiana" è il titolo del concerto dell'ensemble Sonatori della Gioiosa Marca che si terrà sabato 26 febbraio alle ore 18 all'Auditorium “O. Tamburi” della Mole Vanvitelliana, per la centesima stagione concertistica Amici della Musica "Guido Michelli". L’ ensemble è composto da Giorgio Fava e Giovanni Dalla Vecchia, violino, Walter Vestidello, violoncello, Giancarlo Rado, chitarra, Giampietro Rosato, cembalo. Il concerto comprende compositori nati tra la fine del ‘500 e la fine del ‘600, e mescola nomi poco conosciuti quali quelli di Andrea Falconieri, Tarquinio Merula, Biagio Marini, Martino Pesenti, Maurizio Cazzati, Giovan Battista Vitali, Giovanni Reali, a quelli notissimi di Antonio Vivaldi, Giuseppe Tartini e Arcangelo Corelli. Al centro delcocnerto “La Follia”, uno dei temi musicali più antichi (e riconoscibili) della storia europea, danza di origine probabilmente portoghese, che dal 1500 ad oggi ha affascinato e ispirato schiere di compositori, sconosciuti o notissimi. Nel Seicento gli scambi tra musica colta e musica popolare furono così intensi e frequenti e il particolare interesse degli strumentisti-compositori verso la musica da ballo ne è la testimonianza più tangibile. Quello che si compie durante il concerto è un viaggio nel tempo e nella geografia italiana, un viaggio che si svolge nell’arco di 50 anni, dalla metà del ‘600 all’inizio del ‘700, accanto alla “Follia” ma anche in compagnia di altre forme musicali, passacagli, ciaccone e capricci a tre. Si viaggia per Napoli, Venezia, Bologna, Modena, Roma, ma anche Ancona, con un omaggio a Giuseppe Tartini, che fu ospite illustre, e animò la vita musicale della città all’inizio del Settecento, oltre a scoprire qui il fondamentale fenomeno del “terzo suono”.